La cataratta secondaria
In un intervento standard per cataratta il cristallino viene aperto su davanti e svuotato del suo contenuto.
Rimane il sacco del cristallino che fa da contenitore e supporto per la lente artificiale.
Dopo qualche mese/anno dall'intervento la capsula posteriore, ovvero la parte posteriore del sacco del cristallino che si trova dietro alla lente artificiale, può divenire opaca.
La cataratta secondaria consiste nel ripresentarsi del calo del visus dopo un intervento per cataratta, a causa dell'opacità della capsula posteriore del cristallino.
La cataratta senile
La cataratta è una opacità del cistallino che determina una riduzione della vista.
E' la causa più frequente di calo del visus nelle persone anziane. E' causata dalla degradazione delle proteine che costituiscono il cristallino e dal cambiamento del contenuto in acqua.
I sintomi della cataratta sono:
- calo del visus, che può inizialmente manifestarsi con un miglioramento della vista da vicino, per poi esitare in una riduzione netta della vista
- cambiamento dei colori, che tendono verso il giallo per l'ingiallimento del cristallino.
- abbagliamento, specie con la luce posta di fronte
- sdoppiamento delle immagini (con un occhio solo)
La diagnosi si pone con 'esame obiettivo del segmento anteriore dell'occhio nell'ambito di una visita oculistica.
Se ne distinguono tre tipi principali:
- la cataratta nucleare in cui la parte centrale del cistallino diviene progressivamente più densa ed accumula pigmento diventando gialla, poi ambrata ed infine marrone con perdita totale della trasparenza.
- la cataratta corticale con opacità delle parti periferiche della corteccia del cristallino che si estendono progressivamente verso il centro fino ad interferire con il passaggio della luce
- la cataratta a sottocoppa posteriore, generalmente ad esordio precoce e rapido, in cui la corteccia posteriore del cristallino diviene opaca mentre il resto del cristallino è per lo più trasparente.
La terapia è esclusivamente chirurgica. In passato sono stati proposti vari farmaci per rallentare la progressione della cataratta ma, alla prova degli studi clinici, si sono dimostrati inefficaci.
La capsulotomia YAG laser
La capsulotomia si esegue con il Nd:YAG laser, un laser "distruttivo" che provoca microscopiche esplosioni elevando improvvisamente la temperatura di un piccolissimo volume di materia.
Prima del trattamento, con appositi colliri, si dilata la pupilla e si anestetizza la superficie dell'occhio. Si viene quindi posizionati allo strumento e viene applicata un lente a contatto.
Tramite una serie di precisi spot laser, la capsula posteriore viene aperta come una tenda, lasciando un'ampia finestra in cui il cristallino artificiale è perfettamente trasparente.
Il trattamento è del tutto indolore, privo di rischi e definitivo.


L'intervento per cataratta
facoemulsificazione di cataratta con impianto di cristallino artificiale nel sacco capsulare
in anestesia topica, ovvero con sole gocce di colliro anestetico senza punti di sutura
L'intervento dura mediamente una decina di minuti e consiste dei seguenti passi principali:
Tunnel

Viene praticata una ferita autosigillante larga 3 millimetri o meno in cornea chiara, priva di vasi sanguigni.
Capsuloressi

Dopo aver iniettato un fluido viscoso che ha la funzione di mantenere gli spazi, si pratica un'apertura circolare continua della capsula anteriore del cristallino.
Facoemulsificazione

Il nucleo del cristallino viene separato dalla corteccia tramite un getto d'acqua, viene quindi frammentato con gli ultrasuoni ed aspirato.
Aspirazione della corticale

I residui di corteccia del cristallino vengono aspirati fino a lasciare la capsula del cristallino pulita e trasparente.
Inserimento IOL

La lente intraoculare artificiale viene inserita attraverso il tunnel, per mezzo di un iniettore, nella capsula del critallino. A fine intervento vengono aspirati i fluidi, vengono instillati antibiotici e viene praticata una disinfezione della superficie. Il tunnel, a parte casi particolari, non viene suturato.
PROTOCOLLO SEGUITO PRESSO IL NOSTRO CENTRO
La preparazione preoperatoria prevede una visita in cui si raccolgono le informazioni sullo stato di salute del paziente, si esegue una visita oculistica e si raccolgono i parametri necessari per calcolare il potere del cristallino artificiale da impiantare, si eseguono eventuali ECG e prelievi di sangue secondo i problemi di salute riferiti dal paziente.
Profilassi antibiotica. La sera prima dell'intervento e la mattina stessa è necessario instillare un collirio antibiotico che ha la funzione di ridurre il rischio di infezioni.
Ricovero in regime ambulatoriale, che dura poche ore. Prima dell'intervento si attende comodamente seduti in poltrona, mentre il personale instilla colliri per dilatare la pupilla. In caso di assoluta necessità è possibile richiedere un ricovero in Day hospital notturno, con obbligo di assistenza da parte dei familiari.
Anestesia topica, che consiste nella sola instillazione di antibiotici in collirio. Non vengono praticate iniezioni, anestesia generale o sedazione.
Dimissione: Poco dopo l'intervento si viene sottoposti ad una visita di controllo da parte del chirurgo, si ricevono le istruzioni da seguire a domicilio nel postoperatorio e si viene dimessi.
Le visite di controllo si eseguono alla dimissione, il giorno dopo, e dopo una-due settimane.










