Sabato 31 Ottobre 2009 06:15

La retinopatia diabetica

La retinopatia diabetica è una delle principali cause di riduzione della vista nei paesi occidentali e la prima causa di cecità in età lavorativa.

La sua frequenza aumenta con la durata della malattia ed è fortemente dipendente dal controllo della glicemia.

L'iperglicemia agisce sui piccoli vasi della retina attivando radicali liberi e mediatori che provocano alterazioni progressive delle cellule che ne costituiscono la parete.

SINTOMI

Nelle sue fasi iniziali la retinopatia diabetica non provoca alcun disturbo rilevabile. I disturbi si verificano quando la retinopatia è avanzata e si è già in presenza di complicanze. L'edema maculare può provocare riduzione della vista, difficoltà di lettura, deformazione delle immagini. La perdita di sangue da parte di capillari neoformati può far percepire macchie scure mobili nel campo visivo o la perdita improvvisa della vista di un occhio.

L'Oculista può diagnosticare la retinopatia diabetica nel corso di una normale visita ben prima che abbia determinato disturbi della vista. Per questo è molto importante che ogni persona affetta da diabete esegua controlli della retina secondo le prescrizioni delle linee guida per lo screening.

 

SEGNI CLINICI

  • Emorragie retiniche

possono assumere forme diverse, spesso compaiono e svaniscono nel tempo e sono per lo più legate a squilibrio metabolico.

  • Microaneurismi

sono piccole dilatazioni sacciformi della parete dei capillari. Non provocano disturbi, a meno che non diventino un punto di perdita di fluidi, che finiscono poi per provocare gonfiore (edema) della retina circostante.

  • Edema retinico

È provocato dalla perdita di liquidi da parte dei capillari alterati, si presenta come un gonfiore della retina diffuso o cistoide, con il liquido raccolto in piccole loggette intraretiniche, e causa riduzione della vista e della percezione dei colori.

  • Essudati duri

Sono determinati dalla perdita cronica di fluidi dai capillari, rappresentano degli accumuli di materiale lipidico nel contesto della retina. Sono delle chiazze biancastre e provocano riduzione della vista.

  • Essudati cotonosi

Sono chiazze biancastre dai contorni sfumati causate da piccoli infarti delle fibre nervose retiniche.

  • Irregolarità venose

Sono rappresentate da irregolarità del calibro e gonfiore della parete.

  • Alterazioni microvascolari intraretiniche (IRMA)

Sono vasi tortuosi e dilatati, solitamente presenti al margine di aree retinche che non ricevono più sangue (o ischemiche).

  • Neovasi

Sono capillari che vengono prodotti in risposta alla mancanza di sangue della retina. Compaiono a partire dal nervo ottico o dalla periferia retinica e sono molto delicati e soggetti a sanguinamento. Con il tempo tendono a chiudersi e trasformarsi in membrane fibrose, che possono poi contrarsi e determinare trazione sulla retina e provocarne il distacco.

DIAGNOSI

L'esame fondamentale è l'osservazione del fundus oculi, da solo o nel corso di una visita oculistica.

In caso di alterazioni retiniche pericolose per la vista l'Oculista prescrive la fluoroangiografia, fondamentale per analizzare la struttura della retina e delle sue alterazioni e per programmare la eventuale terapia laser.

Altro esame molto importante è l'OCT (tomografia a coerenza ottica), che tramite le scansioni tomografiche della retina permette di misurarne lo spessore e verificare se è aumentato a causa dell'edema,  ed evidenziare le lesioni al suo interno.

CLASSIFICAZIONE

La classificazione della retinopatia diabetica è estremamente importante, in quanto permette ai medici di comunicare fra in modo univoco in merito allo stadio di gravità della retinopatia.

 Retinopatia diabetica non proliferante lieve
rari microaneurismi o emorragie
  moderata

microaneurismi

emorragie retiniche

essudati duri

noduli cotonosi.

  grave

molte emorragie retiniche

molti noduli cotonosi

IRMA (anomalie microvascolari intraretiniche)

irregolarità del calibro venoso, anse venose

Retinopatia diabetica proliferante semplice neovasi della papilla ottica o della retina
  ad alto rischio

neovasi più ampi di un terzo della papilla ottica

emorragie preretiniche

membrane fibrose

Oftalmopatia diabetica avanzata  

distacco di retina da trazione o lacerazione

crescita di capillari all'interno dell'iride

glaucoma neovascolare

In merito all'edema maculare, complicanza molto rischiosa per la vista, si distingue:

Edema maculare non clinicamente significativo ispessimento della retina o essudati duri oltre 500 micron dalla macula
Edema maculare clinicamente significativo ispessimento della retina o essudati duri entro 500 micron dalla macula

 

SCREENING

A seconda dello stadio della retinopatia si consigliano diversi intervalli fra una visita e la successiva:

Retinopatia assente 12-24 mesi

RD non proliferante lieve

RD non proliferante moderata

6-12 mesi
RD non proliferante grave 3 mesi

Edema maculare clinicamente significativo

RD proliferante

Oftalmopatia avanzata

approfondimento diagnostico urgente

 

 

TERAPIA

In fase di prevenzione è fondamentale il controllo della glicemia e della pressione arteriosa.

Una volta che la retinopatia diabetica si è sviluppata, la terapia principale delle sue complicanze è la fotocoagulazione laser della retina, volta ad eliminare le aree retiniche ischemiche ed a ridurre l'edema retinico.

In talune forme di edema maculare può essere indicato eseguire cicli di iniezioni intravitreali di farmaci antivasoproliferativi (inibitori del VEGF).

In caso di sanguinamento massivo nel vitreo, di edema maculare da membrane fibrose, di oftalmopatia avanzata viene indicata la chirurgia vitreoretinica.

Pubblicato in Malattie della retina

Visite a questo sito

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi143
mod_vvisit_counterIeri116
mod_vvisit_counterSettimana259
mod_vvisit_counterMese766