I nuovi requisiti per la patente
| Categoria |
Visus corretto |
Visus corretto |
Campo visivo |
|---|---|---|---|
A,B |
> 7/10 | > 2/10 | 120° orizz 40° vert |
C,D,E |
> 8/10 + > 4/10 | > 4/10 |
160° orizz 25° in alto 30° in basso |
ALTRI REQUISITI:
- visione sufficiente in relazione all'illuminazione crepuscolare e dopo abbagliamento con idoneo tempo di recupero
- idonea sensibilità al contrasto
- non diplopia o monocularità di recente insorgenza.
(previsto dall'articolo 23)
A. REQUISITI VISIVI
A. 1. Il candidato al conseguimento della patente di guida (ovvero chi deve rinnovarla o ha l'obbligo di revisione ai sensi dell'art. 128 del codice della strada) deve sottoporsi a esami appropriati per accertare la compatibilità delle sue condizioni visive con la guida di veicoli a motore. Dovranno essere valutati con particolare attenzione: acutezza visiva, campo visivo, visione crepuscolare, sensibilità all'abbagliamento e al contrasto, diplopia e altre funzioni visive che possono compromettere la guida sicura. Se c'è motivo di dubitare che la sua vista non sia adeguata, il candidato deve essere esaminato dalla Commissione Medica Locale.
A.2. Per i conducenti appartenenti al gruppo 1 che non soddisfano le norme riguardanti il campo visivo e l'acutezza visiva, il rilascio della patente può essere autorizzato da parte della Commissione medica locale in "casi eccezionali", correlati alla situazione visiva del conducente, ponendo limitazioni riguardo alla guida. In questi casi il conducente deve essere sottoposto a visita dalla Commissione che verifica, avvalendosi di accertamenti da parte di medico specialista oculista anche l'assenza di altre patologie che possono pregiudicare la funzione visiva, fra cui la sensibilità all'abbagliamento, al contrasto, la visione crepuscolare, eventualmente avvalendosi anche di prova pratica di guida. La documentazione sanitaria inerente agli accertamenti posti a base del giudizio espresso dovrà restare agli atti per almeno cinque anni.
A.3. Gruppo 1
A.3.1. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida deve possedere un'acutezza visiva binoculare complessiva, anche con correzione ottica, se ben tollerata, di almeno 0,7, raggiungibile sommando l'acutezza visiva posseduta da entrambi gli occhi, purchè il visus nell'occhio che vede peggio non sia inferiore a 0,2.
A.3.2. Il campo visivo binoculare posseduto deve consentire una visione in orizzontale di almeno 120 gradi, con estensione di non meno di 50 gradi verso destra o verso sinistra e di 20 gradi verso l'alto e verso il basso. Non devono essere presenti difetti in un raggio di 20 gradi rispetto all'asse centrale, inoltre deve essere posseduta una visione sufficiente in relazione all'illuminazione crepuscolare, un idoneo tempo di recupero dopo abbagliamento e un'idonea sensibilità al contrasto, in caso di insufficienza di tali due ultime funzioni la Commissione medica locale può autorizzare la guida solo alla luce diurna.
A.3.3. Qualora sia rilevata o dichiarata una malattia degli occhi progressiva, la patente di guida può essere rilasciata o rinnovata dalla Commissione con validità limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna, avvalendosi di consulenza da parte di medico specialista oculista.
A.3.4. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida monocolo, organico o funzionale, deve possedere un'acutezza visiva di non meno 0,8, raggiungibile anche con lente correttiva se ben tollerata. Il medico monocratico deve certificare che tale condizione di vista monoculare esiste da un periodo di tempo sufficientemente lungo (almeno sei mesi) da consentire l'adattamento del soggetto e che il campo visivo consenta una visione in orizzontale di almeno 120 gradi e di non meno di 60 gradi verso destra o verso sinistra e di 25 gradi verso l'alto e 30 gradi verso il basso. Non devono essere presenti difetti in un raggio di 30 gradi rispetto all'asse centrale, inoltre deve essere posseduta una visione sufficiente in relazione all'illuminazione crepuscolare e dopo abbagliamento con idoneo tempo di recupero e idonea sensibilità al contrasto, tali condizioni devono essere opportunamente verificate. Nel caso in cui uno o più requisiti non sono presenti il giudizio viene demandato alla Commissione medica locale che, avvalendosi di consulenza da parte di medico specialista oculista, valuta con estrema cautela se la patente di guida può essere rilasciata o rinnovata, eventualmente con validità limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna.
A.3.5. A seguito di diplopia sviluppata recentemente o della perdita improvvisa della visione in un occhio, ai fini del raggiungimento di un adattamento adeguato non è consentito guidare per un congruo periodo di tempo,da valutare da parte di medico specialista oculista; trascorso tale periodo, la guida può essere autorizzata dalla Commissione medica locale, acquisito il parere di un medico specialista oculista, eventualmente con prescrizione di validità limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna.
A.4. Gruppo 2
A.4.1. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida deve possedere una visione binoculare con un'acutezza visiva, se del caso raggiungibile con lenti correttive, di almeno 0,8 per l'occhio più valido e di almeno 0,4 per l'occhio meno valido. Se per ottenere i valori di 0,8 e 0,4 sono utilizzate lenti correttive, l'acutezza visiva minima (0,8 e 0,4) deve essere ottenuta o mediante correzione per mezzo di lenti a tempiale con potenza non superiore alle otto diottrie come equivalente sferico o mediante lenti a contatto anche con potere diottrico superiore. La correzione deve risultare ben tollerata.
A.4.2. Il campo visivo orizzontale binoculare posseduto deve essere di almeno 160 gradi, con estensione di 80 gradi verso sinistra e verso destra e di 25 gradi verso l'alto e 30 verso il basso. Non devono essere presenti binocularmente difetti in un raggio di 30 gradi rispetto all'asse centrale.
A.4.3. La patente di guida non deve essere rilasciata o rinnovata al candidato o al conducente che presenta significative alterazioni della visione crepuscolare e della sensibilità al contrasto e una visione non sufficiente dopo abbagliamento, con tempo di recupero non idoneo anche nell'occhio con risultato migliore o diplopia.
A seguito della perdita della visione da un occhio o di gravi alterazioni delle altre funzioni visive che permettevano l'idoneità alla guida o di insorgenza di diplopia deve essere prescritto un periodo di adattamento adeguato, non inferiore a sei mesi, in cui non è consentito guidare. Trascorso tale periodo la Commissione medica locale, acquisito il parere di un medico specialista oculista può consentire la guida con eventuali prescrizioni e limitazioni.
La presbiopia
La presbiopia è il fisiologico calo della messa a fuoco per vicino che si manifesta normalmente dopo i 45 anni.
La causa è il progressivo indebolimento del meccanismo dell'accomodazione, dovuto in parte all'aumento in volume ed all'irrigidimento del cristallino, ed in parte all'indebolimento del muscolo ciliare.
In realtà il potere dell'accomodazione è massimo nell'infanzia e cala costantemente durante tutta la vita, ma è solo dopo i 45 che incomincia a dare disagio, quando non si riesce più a leggere distintamente senza allontanare gli oggetti o senza utilizzare apposite lenti.
L'accomodazione
In posizione di riposo il potere del cristallino è di circa 14 diottrie, ma la sua elasticità gli permette di essere deformato dall'azione del muscolo ciliare, che tramite la zonula esercita una trazione radiale e appiattisce il cristallino.
Questa deformazione ne riduce il potere e cambia la messa a fuoco, e costituisce il meccanismo dell'accomodazione.
Con l'età, a causa dell'aumento di volume e della riduzione di elasticità del cristallino, l'accomodazione diviene sempre meno efficace, dando luogo alla comparsa della presbiopia.
L'astigmatismo
La visione nell'astigmatismo comporta una diversa sfocatura delle immagini a seconda della direzione in cui esse sono orientate.

Nell'astigmatismo i due meridiani dell'occhio, verticale ed orizzontale, hanno diverso potere e di conseguenza mettono le immagini a fuoco in punti diversi.
I due distinti punti di messa a fuoco possono essere entrambi davanti alla retina (astigmatismo miopico) entrambi dietro la retina (astigmatismo ipermetropico) oppure uno al davanti ed uno dietro il piano retinico (astigmatismo misto).
I due meridiani sono solitamente ortogonali fra loro e sono caratterizzati da un preciso orientamento od asse (0°-180°)
Nella maggior parte dei casi la causa è data dalla forma della cornea, ellittica anziché sferica, rilevabile alla cheratometria o con una topografia corneale.
I meridiani della cornea differiscono di norma di 0,50 D (astigmatismo fisiologico)
L'ipermetropia
Nell'ipermetropia le immagini vicine sono messe a fuoco con maggiore difficoltà di quelle distanti.
Nell'occhio ipermetrope le immagini distanti vengono messe, in condizioni di riposo, a fuoco dietro il piano retinico. 
Se l'ipermetropia è lieve, grazie al meccanismo dell'accomodazione si può riportare il fuoco sulla retina.
La parte di ipermetropia mascherata dall'accomodazione è detta ipermetropia latente, che si evidenzia solo dopo aver messo a riposo l'accomodazione con appositi colliri.
Il meccanismo di compenso non funziona qualora la ipermetropia sia troppo elevata o quando l'accomodazione si indebolisce a causa dell'età (presbiopia).
L'ipermetropia raramente supera le 7-8 diottrie.
La causa principale dell'ipermetropia è la lunghezza del bulbo oculare costituzionalmente più corto della norma (ipermetropia assiale).
Emmetropia ed ametropie
Emmetropia
L'occhio in cui, in condizioni di riposo, la messa a fuoco di immagini distanti cade esattamente sulla retina è detto emmetrope o privo di difetti di refrazione.
Ametropie
In tutti gli altri casi l'occhio è ametrope, o caratterizzato da un difetto di refrazione ovvero:
La miopia
La visione nella miopia è sfocata nella visione per lontano, mentre gli oggetti vicini sono a fuoco.
Nella miopia le immagini distanti vengono messe e fuoco al davanti della retina, così che sulla retina arriva una immagine sfocata e confusa.
Ciò accade, nella maggioranza dei casi, perché la lunghezza del bulbo oculare è costituzionalmente maggiore del normale (miopia assiale).
Sulla base dell'entità di distinguono:
Riguardo alla gravità si distinguono invece:
- la miopia semplice o costituzionale, che esordisce fra i 6 ed i 20 anni, aumenta con l'accrescimento corporeo e si stabilizza quando questo si arresta
- la miopia degenerativa, che è una vera e propria malattia in cui la lunghezza dell'occhio aumenta progressivamente e si accompagna ad alterazioni degenerative della retina
Esistono poi forme di miopia transitoria:
- senile, che si accompagna all'iniziale evoluzione della cataratta
- da farmaci
- da iperglicemia il miglioramento della vista da vicino può essere uno dei pochissimi campanelli d'allarme dell'esordio del diabete
- traumatica
- da spasmo dell'accomodazione.
La cornea
La cornea costituisce la parte anteriore della struttura esterna dell'occhio.
E' un tessuto trasparente grazie all'assenza di vasi sanguigni, alla disposizione ordinata delle fibre collagene che ne costituiscono lo stroma, ed alla sua relativa disidratazione.
Costituisce la lente oculare di maggior potere (43 diottrie circa).
La cornea è costituita da cinque strati, dall'esterno all'interno:
- l'epitelio
- la membrana di Bowman
- lo stroma
- la membrana di Descemet
- l'endotelio
La visita oculistica generale
La visita oculistica è un atto medico, volto ad identificare l'eventuale presenza di patologie dell'apparato visivo.
Spesso la visita oculistica è confusa con la misurazione delle lenti, che per il Medico serve solamente a misurare la vista, quale segno di salute o di alterazione dell'occhio. La prescrizione lenti che può derivarne è solamente un corollario, non lo scopo della visita.
Normalmente una visita oculistica si compone dei seguenti momenti:
- anamnesi: attuali sintomi e storia clinica orientata alle patologie dell'occhio, che presentano segni a livello degli occhi o che hanno ricadute sull'apparato oculare.
- visus e refrazione: misurazione della vista con e senza lenti, per lontano e per vicino.
- esame obiettivo: osservazione alla lampada a fessura della parte anteriore dell'occhio.
- tonometria: misurazione della pressione dell'occhio.
- dilatazione della pupillatramite instillazione di collirio midriatico ed attesa di un quarto d'ora circa per permetterne l'azione.
- fundus oculi: osservazione della retina, dei vasi retinici, della papilla del nervo ottico.
Alcune parti della visita possono essere eseguite da Tecnici specializzati che collaborano con il Medico.
Al termine della visita il Medico Oculista comunica la situazione dell'apparato visivo e prescrive quanto necessario al paziente.
Altre metodiche possono essere eseguite nel corso di una visita oculistica, a seconda dei casi:
- valutazione ortottica: studio della motilità oculare, cover test, misurazione della stereopsi
- valutazione della percezione dei colori, del contrasto, del campo visivo
- test quantitativi o qualitativi dell'apparato lacrimale
- piccoli atti chirurgici










