

Il trattamento laser retinico è una metodica parachirurgica che consiste nel proiettare un raggio di luce coerente sulla retina.
Ciò si ottiene con uno strumento in grado di produrre e focalizzare il raggio laser, generalmente accoppiato alla lampada a fessura, e con speciali lenti che permettono di mettere a fuoco con precisione il raggio a livello della retina.

Il raggio incontra le sostanze pigmentate della retina, la melanina nell'epitelio pigmentato e l'emoglobina nei vasi sanguigni, e provoca un riscaldamento delle strutture che le contengono.
Tale aumento della temperatura si traduce inizialmente in un accumulo d'acqua, o edema, cui segue la degenerazione delle cellule ed una reazione infiammatoria che si conclude poi con una riposta cicatriziale.
Nelle rotture e nelle degenerazioni regmatogene della retina la cicatrizzazione provoca una aderenza tenace della retina alle strutture sottostanti, e ne impedisce il distacco.
Nelle malattie che provocano ischemia della retina, come la retinopatia diabetica e le occusioni venose, la cicatrizzazione delle aree ischemiche della retina fa si che tali zone non producano più fattori vasoproliferativi che causano la formazione di capillari anomali.
Nelle patologie da proliferazione sottoretinica di capillari, come la degenerazione maculare senile e gli angiomi retinici, si utilizza la cicatrizzazione per sclerotizzare i capillari anomali.











