{"id":1170,"date":"2022-09-02T12:19:14","date_gmt":"2022-09-02T10:19:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.friede.it\/scrittore\/?p=1170"},"modified":"2022-12-04T11:27:59","modified_gmt":"2022-12-04T09:27:59","slug":"il-duca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/lemieletture\/il-duca\/","title":{"rendered":"Il duca"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-cover is-light\"><span aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-cover__background has-white-background-color has-background-dim\"><\/span><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"151\" height=\"240\" class=\"wp-block-cover__image-background wp-image-1182\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Il-duca.jpg\" data-object-fit=\"cover\" srcset=\"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Il-duca.jpg 151w, https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Il-duca-126x200.jpg 126w\" sizes=\"(max-width: 151px) 100vw, 151px\" \/><div class=\"wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-center has-large-font-size\">di Matteo Melchiorre<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Avevo ottimi motivi per leggere questo libro e pure discrete attese. \u00c8 celato dai nomi di fantasia, ma non troppo, il fatto che sia ambientato dalle mie parti e che parli di un \u2018flagello ventoso\u2019 che altro non \u00e8 che Vaia. Tutto molto interessante\u2026 Il romanzo principia con una rapida spiegazione della situazione al contorno: in modo non abbastanza dissimile dalla quarta di copertina, inquadra il protagonista, rampollo di nobile famiglia che, rimasto orfano, decide di vendere il palazzo di citt\u00e0 e andare a vivere nella residenza patrizia di montagna, con annessi terreni e boschi, e di gestirla personalmente. Essendo scritto in prima persona, si seguono i pensieri del protagonista che\u2026 (e qui si apre molta e ampia perplessit\u00e0) si esprime come un uomo di due secoli fa!?! Il Duca, giovane uomo del nostro tempo, ragiona, argomenta e ci parla con l\u2019ampolloso sussiego di suo bisnonno! Di seguito un esempio:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\" style=\"border-style:solid;font-size:12px;font-style:normal;font-weight:300\"><blockquote><p>\u201cRimasi genuflesso a guardare quella scritta con l\u2019interiore eccitazione che viene a strabiliarmi ogniqualvolta, per il tramite di una traccia provata, veritiera, scopro di trovarmi nel medesimo e preciso luogo in cui si \u00e8 trovato qualcun altro secoli prima, come se l\u2019ombra di quel qualcuno fosse un vapore non del tutto esalato e fosse perci\u00f2, a suo modo, una presenza tangibile.\u201d<\/p><cite> Dal capitolo sesto<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Ora, in nome della santa sospensione dell\u2019incredulit\u00e0, perch\u00e9 un giovane d\u2019oggi si risolva a parlare e a pensare come un nobiluomo di fine \u2018800, \u00e8 necessaria a parer mio una qualche spiegazione. Una posa deliberata? Un disturbo psichiatrico? Nessuno che gli chieda di parlare come mangia? Presentato cos\u00ec come \u00e8 presentato, no, suona solo strano, a tratti quasi buffo. Lo \u00e8 in particolare la descrizione della relazione del protagonista con Maria, che culmina nella peggiore scena di sesso che abbia mai letto. Di qui la grande domanda che consegue naturale: c\u2019era bisogno di una storia ambientata ai giorni nostri infarcita del lessico e delle atmosfere di un romanzo ottocentesco? Non si poteva meglio sincronizzare linguaggio e tempi, o ben ambientati nel passato o ben calati nel presente? Anche perch\u00e9 la prosa ricercata talora incoccia in imprecisioni pi\u00f9 tipiche dei nostri tempi degenerati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\" style=\"border-style:solid;font-size:12px\"><blockquote><p>\u201cL\u2019ultima cornacchia presidiava la casa del gastaldo, che fu appunto abitata, nei secoli, da quanti si succedettero nella ricercata posizione di gastaldo, quali amministratori e responsabili, cio\u00e8, delle propriet\u00e0 del mio casato. Quando venni a vivere in villa avrei certo potuto rendere abitabile, con poca spesa, la casa del gastaldo\u2026\u201d<\/p><cite>Dal capitolo settimo\u2026 qualcuno ha detto gastaldo?<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Questo brano non \u00e8 l&#8217;unico in cui le ripetizioni si affollano, ma pi\u00f9 in generale male s\u2019abbinano le oziose elucubrazioni del nostro a confronto con un mondo fatto di rudi montanari, di pick-up e motoseghe. Pur non apparendo traccia della moderna tecnologia digitale, le date che l\u2019autore fornisce inchiodano la vicenda ai giorni nostri. E allora cos\u2019\u00e8 il mondo d\u2019oggi senza telefonini e internet? Una distopia? Per me \u00e8 stato solo un grosso &#8216;boh&#8217;. A questo si aggiunga il fatto che l&#8217;interrogativo drammatico \u00e8 per lo meno deboluccio (a me dei suoi seicento quintali di legna non interessa quanto a lui, evidentemente) e tutti i voli dell&#8217;animo del giovin signore si riducono a sciocchi capricci, pose da dama del &#8216;700 e frenesie di uno che non ha nulla di pi\u00f9 importante a cui pensare. Qualcosa che si salva c&#8217;\u00e8, a voler essere onesti: belle le descrizioni, interessanti le ricostruzioni storiche del casato dei Cimamonte. Qui l&#8217;abilit\u00e0 dell&#8217;erudito si sente tutta e l&#8217;intreccio si fa interessante, anche se il modo in cui il Duca espone la rivelazione finale \u00e8 ancora una volta ampolloso e noioso ai limiti del credibile. Ci si chiede perch\u00e9 Maria, a un certo punto della lunga  esposizione, se ne sia andata. Secondo me per noia. Tale \u00e8 stata la fatica nel procedere nella lettura, a fronte di un interesse tiepido per i falsi drammi del protagonista, che a un certo bel punto ho abbandonato l&#8217;ebook per passare all&#8217;ascolto dell&#8217;audiolibro. In questo modo sono riuscito ad arrivare alla fine e ho potuto confermare la mia opinione che si tratti di un tentativo velleitario riuscito cos\u00ec cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-4 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<p class=\"has-small-font-size\">L&#8217;ultimo erede di una dinastia decaduta, i Cimamonte, si \u00e8 ritirato a vivere nella villa da sempre appartenuta alla sua famiglia. La tenuta giganteggia su Vallorg\u00e0na, un piccolo e isolato paese di montagna. Il mondo intorno, il mondo di oggi, nel quale le nobili dinastie non importano pi\u00fa a nessuno, sembra distante. L&#8217;ultimo dei Cimamonte \u00e8 un giovane uomo solitario che in paese chiamano scherzosamente \u00abil Duca\u00bb. Sospeso tra l&#8217;incredibile potere del luogo, il carico dei lavori manuali e le vecchie carte di famiglia si ritrova via via in una quiete paradossale, dorata, fuori dal tempo. Finch\u00e9 un giorno bussa alla sua porta Nelso, appena sceso dalla montagna. \u00c8 lui a portargli la notizia: nei boschi della Val Fonda gli stanno rubando seicento quintali di legname. Inaspettatamente, risvegliato dalla smania del possesso, il sangue dei Cimamonte prende a ribollire. Ci sono libri che fin dalle prime righe fanno precipitare il lettore in un mondo mai visto prima. L&#8217;abilit\u00e0 dell&#8217;autore sta nel mimetizzarsi tra le pieghe della storia, e fare in modo che abitare accanto ai personaggi risulti un gesto tanto istintivo quanto inevitabile. \u00c8 quello che accade leggendo&nbsp;<em>Il Duca<\/em>, un romanzo classico eppure nuovissimo, epico e politico, torrenziale e filosofico, che invita a riflettere sulla libert\u00e0 delle scelte e la forza irresistibile del passato. Con una voce colta e insieme divertita, sinuosa e ipnotica \u2013 inusuale nel panorama letterario nostrano \u2013 Matteo Melchiorre mette a punto un congegno narrativo dal quale \u00e8 impossibile staccarsi.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"151\" height=\"240\" src=\"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Il-duca.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1182\" srcset=\"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Il-duca.jpg 151w, https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Il-duca-126x200.jpg 126w\" sizes=\"(max-width: 151px) 100vw, 151px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avevo ottimi motivi per leggere questo libro e pure discrete attese. \u00c8 celato dai nomi di fantasia, ma non troppo, il fatto che sia ambientato dalle mie parti e che parli di un \u2018flagello ventoso\u2019<a class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/lemieletture\/il-duca\/\">Leggi di pi\u00f9<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1182,"comment_status":"closed","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":""},"categories":[5],"tags":[125,234,11],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1170"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1170"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1170\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1208,"href":"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1170\/revisions\/1208"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1182"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1170"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1170"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1170"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}