{"id":1266,"date":"2023-07-08T10:06:13","date_gmt":"2023-07-08T08:06:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/?p=1266"},"modified":"2023-07-08T10:06:13","modified_gmt":"2023-07-08T08:06:13","slug":"miele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/lemieletture\/miele\/","title":{"rendered":"Miele"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-cover is-light\"><span aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-cover__background has-background-dim\"><\/span><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"166\" height=\"260\" class=\"wp-block-cover__image-background wp-image-1268\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/miele-mcewan.jpg\" style=\"object-position:59% 57%\" data-object-fit=\"cover\" data-object-position=\"59% 57%\" srcset=\"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/miele-mcewan.jpg 166w, https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/miele-mcewan-128x200.jpg 128w\" sizes=\"(max-width: 166px) 100vw, 166px\" \/><div class=\"wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-center has-white-color has-text-color has-large-font-size\">di Ian McEwan<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Dopo la delusione di &#8220;Macchine come me&#8221; ho voluto riprovare un libro di McEwan. Inizialmente tutto bene, la storia parte interessante grazie al fatto che la protagonista narrante dichiara di appartenere all&#8217;MI5, il servizio segreto per gli interni di Sua Maest\u00e0. Dopo non molto, per\u00f2, mi sono ritrovato a seguire una storia fra giovane studentessa e professore che sa tanto di gi\u00e0 visto e sono ricomparsi alcuni topoi, che evidentemente fanno parte del mondo dell&#8217;Autore, e che mi disturbano. I personaggi sono fondamentalmente vuoti, abulici, privi di veri sentimenti, concentrati sulle loro piccolezze nonostante intorno a loro accadano cose molto pi\u00f9 rilevanti. Si trascinano nelle loro vite grigie vivendo in case piccole e squallide, le cui misure ridotte sono insistentemente specificate, cadono in relazioni che non sono amori, ne escono con la stessa insensata insensibilit\u00e0 con cui si sono entrate. Hanno persino parenti pi\u00f9 interessanti di loro. Ma quel che pi\u00f9 mi ha infastidito \u00e8 il catalogo del &#8216;fare l&#8217;amore&#8217;. Nel corso della lunga vicenda, la protagonista ci informa con puntualit\u00e0 sistematica di ogni volta che fa sesso e sempre con la medesima espressione: &#8216;fare l&#8217;amore&#8217;. Cos\u00ec ci dice di quando lo fanno, l&#8217;hanno fatto, lo faranno, ricorda di averlo fatto in passato e pensa a quando lo far\u00e0 nel futuro, sempre e invariabilmente con questa unica descrizione. Le vicende sono concatenate dalla mera sequenzialit\u00e0 temporale, un po&#8217; come la vita e un po&#8217; come non dovrebbe essere in un romanzo, con lunghi episodi riguardanti gli amori (amori?) intercorsi fra il prof e lo scrittore e personaggi che si perdono e ritornano in modo abbastanza forzato. Si pensi all&#8217;amica apprendista spia che all&#8217;inizio \u00e8 brutta, grassa e grossolana e ritorna dopo centinaia di pagine divenuta scrittrice e ridipinta al punto di contendere il fidanzato alla protagonista. Boh! Ci\u00f2 che di interessante potrebbe esserci, la vicenda spionistica, la guerra fredda culturale, viene volontariamente ridotta a qualcosa di banale e noioso come tutto il resto delle emozioni. Eppure l&#8217;anziano prof \u00e8 una spia, la protagonista \u00e8 una spia cos\u00ec come l&#8217;amica e molti dei personaggi\/colleghi, ma niente: lo spionaggio di McEwan \u00e8 noioso. Non bastano l&#8217;IRA, la crisi economica, gli scioperi dell&#8217;epoca a smuovere i temi sociali da uno sfondo lontano e indistinto. Salvano il libro l&#8217;espediente metanarrativo, che arriva alla fine e per questo evito di rivelare, sorprendente e gestito con intelligenza, e i racconti del protagonista maschile, inseriti pari pari o citati diffusamente, che sono piuttosto interessanti. Per il resto un mare di macewaniana piattezza, il che mi fa pensare che passeranno anni prima che trovi il coraggio di affrontare un altro suo libro.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-4 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"166\" height=\"260\" src=\"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/miele-mcewan.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1268\" srcset=\"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/miele-mcewan.jpg 166w, https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/miele-mcewan-128x200.jpg 128w\" sizes=\"(max-width: 166px) 100vw, 166px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<p class=\"has-small-font-size\">La prima voce narrante femminile di McEwan dall&#8217;epoca di &#8220;Espiazione&#8221;, Serena Frome, \u00e8 una figlia degli anni Sessanta senza slogan n\u00e9 rivoluzioni, una figlia borghese cresciuta dal padre vescovo entro i confini protetti di una cattedrale, lontana dalle inquietudini politiche e sociali che sferzano la Gran Bretagna dei primi anni Settanta. La sua iniziazione al mondo si compie attraverso un amante maturo, docente di storia e amico personale del ministro dell&#8217;Interno, che a Serena insegna ad accostare il giusto vino al giusto cibo e a contemperare la baldanzosa lettura di Solzenicyn con quella approfondita di Churchill, e che, prima di sparire misteriosamente dalla sua vita, le spezza il cuore e le regala un mestiere: un incarico all&#8217;MI5. Che cosa possono volere ai piani alti della prestigiosa agenzia d&#8217;intelligence britannica da una bionda ragazza di buona famiglia con una mediocre preparazione matematica faticosamente rimediata a Cambridge e una prodigiosa, ancorch\u00e9 superficiale, rapidit\u00e0 di lettura? Farne una pedina nella cosiddetta &#8220;guerra fredda culturale&#8221;: Serena parteciper\u00e0 all&#8217;operazione &#8220;Miele&#8221;, con la quale l&#8217;agenzia intende finanziare occultamente scrittori ritenuti affini alla causa dell&#8217;Occidente trasformandoli in inconsapevoli agenti della propaganda anticomunista. Il candidato ideale \u00e8 individuato in Tom Haley, promettente autore di alcuni apprezzati racconti e di qualche articolo critico nei confronti del blocco sovietico.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo la delusione di &#8220;Macchine come me&#8221; ho voluto riprovare un libro di McEwan. 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