{"id":981,"date":"2020-03-30T14:26:56","date_gmt":"2020-03-30T12:26:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.friede.it\/scrittore\/?p=981"},"modified":"2022-01-30T10:24:33","modified_gmt":"2022-01-30T08:24:33","slug":"i-misteri-di-borgoladro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/lemieletture\/i-misteri-di-borgoladro\/","title":{"rendered":"I misteri di Borgoladro"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-cover\"><span aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-cover__gradient-background has-background-dim\"><\/span><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"155\" height=\"240\" class=\"wp-block-cover__image-background wp-image-1064\" src=\"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Libro-Borgoladro.jpg\" style=\"object-position:51% 75%\" data-object-fit=\"cover\" data-object-position=\"51% 75%\" srcset=\"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Libro-Borgoladro.jpg 155w, https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Libro-Borgoladro-129x200.jpg 129w\" sizes=\"(max-width: 155px) 100vw, 155px\" \/><div class=\"wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-center has-large-font-size\">di Filippo Semplici<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>Sono stato incuriosito dal titolo, dalla quarta e dalle buone recensioni. Quasi mi aspettavo un Vichi, un Machiavelli, ma mi accoglie un prologo zeppo di luoghi comuni che raggiunge l&#8217;apice quando la<em> &#8216;gonna di pelle pregiata&#8217; <\/em>si trasforma in <em>&#8216;al diavolo il tailleur che si sarebbe gualcito&#8217;<\/em>, passando per la lunga descrizione della luce di un laptop (dovrebbe interessarmi?) nel primissimo paragrafo, e poi labbra carnose, gambe lunghe, ciglia lunghe e affusolate (davvero?), naso perfetto (perfetto come?). Vabb\u00e8, dico, il prologo sar\u00e0 venuto male, ma il libro mi interessa, proseguo al vero incipit.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Il paese comparve dietro l&#8217;ultima curva che concludeva un groviglio di tornanti. Sembrava stampato sopra il paesaggio, come una cartolina in sovrimpressione, nitido sotto il cielo limpido d&#8217;estate. Non era altro che uno strascico di casette ammassate le une contro le altre, che cresceva nel punto pi\u00f9 alto di un promontorio poco distante.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Eh? Ora, questo mi pare un luminoso esempio di ci\u00f2 che non si dovrebbe fare in una descrizione, soprattutto all&#8217;inizio di un romanzo. Per quanto mi sforzi, la sterile scelta di parole a effetto non mi fornisce alcuna immagine che non si possa ottenere con &#8220;c&#8217;era un paese in cima a un promontorio&#8221;. Ma diamine, l&#8217;ho comprato e io finisco sempre i libri, continuiamo. Al secondo capitolo, dopo un po&#8217; di prosa che non mi conquista, vengo travolto da un pippone senza fine sul carattere di lui e il carattere di lei, di lui e di lei, ancora di lui e poi di lei, che si conclude con <em>&#8220;Ma si amavano. E questo bastava.&#8221;<\/em> Non sono un fanatico dello <em>&#8216;show don&#8217;t tell&#8217;<\/em>, ma i personaggi mi piace conoscerli per le loro azioni, per le loro parole, non vederli enunciare e poi rimanere trasparenti. Niente da fare, il patto col lettore non si sta sviluppando, ma insisto. A un certo bel punto, mentre un anziano omone toscano urlerebbe &#8220;Stiamo arrivaaando piccionciiini!&#8221; e il protagonista penserebbe di rimando &#8220;Che tu sia maledetto!&#8221;, entriamo nella testa di quest&#8217;ultimo che, mentre corre per salvarsi la vita, ci delizia con le sue considerazioni su regione e intelletto, sulla soluzione pacifica dei problemi, su Ghandi, sulla natura bestiale dell&#8217;uomo fino ad azzardarsi a sostenere che quell&#8217;emozione lo scuote (fa godere?) dalla nuca all&#8217;inguine. Non ce la posso fare. In questa sede non posso riportare tutte le parole mal scelte (<em>&#8220;il latrato&#8230; fagocitava qualsiasi altro suono e vibrava nella testa di Orlando come il suono di mille diapason&#8221;<\/em>), tutti i dialoghi forzati, le virgole discutibili o ne verrebbe fuori un articolo pi\u00f9 lungo del libro. Fatto \u00e8 che pi\u00f9 mi addentro e pi\u00f9 il mio senso critico si alza a causa di ingenuit\u00e0 stilistiche e formali che non dovrebbero passare il filtro degli editor di una rinomata casa editrice. Mi spiace per l&#8217;autore, ma si trova di meglio nel <em>selfpublishing<\/em>. Mi spiace meno per la casa editrice, che dovrebbe dedicare pi\u00f9 tempo a selezionare i contenuti e meno a concepire fascette acchiappa-occhi (e allocchi?) e finte citazioni prive di autore in quarta di copertina. L&#8217;idea in s\u00e9 \u00e8 buona, la realizzazione un autentico sperpero. State alla larga.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns has-2-columns is-layout-flex wp-container-4 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"155\" height=\"240\" src=\"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Libro-Borgoladro.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1064\" srcset=\"https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Libro-Borgoladro.jpg 155w, https:\/\/www.friede.it\/scrittore\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Libro-Borgoladro-129x200.jpg 129w\" sizes=\"(max-width: 155px) 100vw, 155px\" \/><\/figure><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-small-font-size\">Una tranquilla vacanza sta per trasformarsi in un vero e proprio incubo. Quando Orlando parte per un viaggio in Toscana insieme a Elise, la sua compagna, ha tanti propositi per passare dei giorni all\u2019insegna del divertimento: non vede l\u2019ora di dedicarsi al buon vino, al cibo genuino e all\u2019esplorazione di luoghi fuori dalle rotte turistiche consuete. Ma sulla strada, durante una sosta nel piccolo paese di Borgoladro, l\u2019allegria lascia spazio al sospetto. Nel piccolo insediamento di case arroccato sulle colline e abitato da vecchi pensionati si respira un\u2019atmosfera sinistra. Difficile capirne la ragione: ma a un certo punto \u00e8 chiaro che Orlando ed Elise non sono ospiti graditi e ben presto la vacanza rilassante tanto agognata si trasforma in un incubo da cui sembra impossibile svegliarsi\u2026 Chi ha detto che la provincia sia rassicurante? Nel piccolo paese di Borgoladro nulla \u00e8 come sembra \u00abIn un contesto che potrebbe essere idilliaco \u2013 le colline toscane sotto un bel cielo limpido \u2013 si scatena una ferocia che non d\u00e0 scampo.\u00bb \u00abL\u2019autore ha un dono: la capacit\u00e0 di creare l\u2019orrore nella normalit\u00e0.\u00bb \u00abSe cercate un libro che vi tenga svegli e lasci a bocca aperta nel finale, l\u2019avete trovato!\u00bb<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono stato incuriosito dal titolo, dalla quarta e dalle buone recensioni. 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