Il fratello sbagliato

di Nicola Pera


Appena chiuso il libro, mi rendo conto che “Il fratello sbagliato” è fatto di personaggi: grandi personaggi, ben delineati, sfaccettati e approfonditi in maniera magistrale. Impossibile finire il libro senza dire di conoscere bene Bartolo, il protagonista che ci accompagna in prima persona per la maggior parte del libro. Lo sfondo degli anni Settanta è credibile, delineato in maniera accurata con il fermento politico, la lotta di classe, il terrorismo, ma non è centrale quanto lo sono le personalità espresse. A parte il fratello Franco, che pure ben conosciamo come un miserabile egocentrico antisociale, è proprio Bartolo che emerge con la potenza di un personaggio di Svevo o di Kafka. È inspiegabile il modo in cui il nostro reagisce, o meglio non reagisce, ai casi che la vita gli presenta, eppure è perfettamente coerente con la sua personalità. Un vaso di coccio in mezzo a vasi in ferro, un uomo tranquillo dalle passioni semplici ma non per questo privo di sensibilità, che si trova a vivere in un tempo ribollente e violento per cui non è per nulla pronto. Ma la vita finisce per prevalere, stanarlo dal guscio e trascinarlo nei suoi vortici, fino a stravolgere la sua stessa essenza nel finale, sottile e per palati fini. È il terzo libro che leggo di Nicola Pera, amico ormai caro anche se non l’ho mai incontrato dal vivo, e devo dire che mentre la sua prosa si mantiene alta, piacevole e scorrevole, chiaramente caratterizzata da una voce che presto si impara a riconoscere, la sua capacità di costruire storie sta raggiungendo una maturità che onestamente invidio. Consiglierei di leggere “Il fratello sbagliato” in particolare a chi si è trovato a vivere la fine degli anni Settanta vicino ai fatti che l’hanno caratterizzata (io ero a Padova, quindi parecchio vicino), ma è comunque una lettura dal valore e dalla piacevolezza universali. Leggetelo.


Durante i primi giorni del settembre 1977, due fratelli si rivedono dopo anni d’incomprensioni. Franco, che aveva scelto di andare via amareggiato da scelte politiche e lavorative sbagliate, è tornato per chiedere a Bartolomeo un piccolo favore; confermare a una ragazza il loro incontro della domenica precedente. Sembra una cosa da nulla e Bartolomeo accetta, anche se a malincuore, per non rovinare di nuovo il rapporto con il fratello. Dopo la telefonata della ragazza, Bartolomeo crede di potersi godere gli ultimi giorni dell’estate proseguendo la sua vita di sempre che scorre tra il lavoro con Mauro e le sue riunioni extraparlamentari, la passione per il cinema, i tentativi di uscire con un’amica… Ma qualcun altro inizia a interessarsi a lui, mentre il paese intorno è scosso dalla violenza degli attentati, dai rapimenti, dalle rivendicazioni politiche, negli anni più bui della Storia Repubblicana.

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