La Trama.

di Massimo Cassani

Ho provato l’esperienza dell’audiolibro e sono riuscito a rimanere sveglio, per lo meno al volante. Libro agile, anche se figlio di lezioni della Bottega di narrazione riprese e sviluppate negli anni, riesce comunque a essere una trattazione abbastanza organica del problema. Con esempi originali, non le solite cose, ci insegna a muoverci dall’idea grezza germinata in un cantuccio della mente alla capacità di creare una trama interessante e coerente. Non si sofferma quindi, se non marginalmente, sull’analisi della struttura, per quello ci sono altri testi, ma più sugli strumenti necessari a costruire. In pratica Cassani ci spiega come montare una storia partendo dagli elementi di base, ad analizzare i pezzi e gli strumenti che si vogliono inserire o escludere dal perimetro narrativo. L’esempio più interessante penso sia quello relativo all’Apollo 13: molti sapranno che la missione rischiava di fallire perchè si era guastato il computer di navigazione. Gli astronauti erano destinati a morire alla deriva nello spazio. Da Houston fu chiesto loro di elencare gli oggetti di cui disponevano e gli ingegneri a terra raccolsero su un tavolo i medesimi oggetti al fine di elaborare una soluzione che gli astronauti avrebbero potuto mettere in pratica nella loro scatoletta in orbita intorno alla Luna. Per Cassani (e per Mozzi, suppongo) il gioco sta tutto lì: mettere su un tavolo tutti i mattoncini che si intendono utilizzare e da lì partire a fare la costruzione che si aveva in mente (la metafora del Lego mi trova più a mio agio). Il libro insegna poi a porsi delle domande sul perché delle azioni, sulle loro possibili conseguenze, su quali possano risultare più interessanti, emozionanti e avvincenti, e così fa con le ambientazioni, le caratteristiche dei personaggi. Insegna a seminare elementi per poi riprenderli in seguito, a porre l’attenzione del lettore su una voce o un fatto anziché su un altro, stimola a valutare la coerenza interna degli accadimenti e a scartare ciò che non è funzionale, che non ha senso, peso o significato. Si afferma infatti che il caso è una misura propria della vita reale, ma nella narrazione non deve esistere o deve essere limitato al minimo, pena la perdita di interesse per la storia. In conclusione un volumetto facile da leggere, specie quando qualcun altro lo fa al posto tuo. L’ho apprezzato così tanto che ho immediatamente ordinato il cartaceo, per poterlo riempire di sottolineature e glosse.


La quarta: “E tu, ora, questo qualcosa di scritto ce l’hai tra le mani, e stai decidendo se acquistarlo o no (speriamo); o l’hai già acquistato (grazie) e stai decidendo se intraprenderne la lettura o rimandarla, se metterlo sul comodino in cima alla pila o sullo scaffale dei libri che un giorno forse leggerai, o forse no. La decisione è tua, e non voglio interferire. Posso solo dirti che cos’ha questo piccolo libro di diverso, per quel che ne so, da tutti gli altri libri sul medesimo argomento che mi è capitato di leggere (e, per la mia professione di insegnante di narrazione, mi è capitato di leggerne tanti). In poche parole: gli altri libri che mi è capitato di leggere tendono a insegnare come dev’essere fatta una trama per essere una buona trama. Cassani invece ti insegna come si fa a costruirla. Non è una differenza da poco. Gli altri libri che mi è capitato di leggere tendono a proporre dei modelli. Cassani invece ti insegna un modo di lavorare. Non è una differenza da poco”. Giulio Mozzi

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