Naila di Mondo9

di Dario Tonani


Ho iniziato questo libro con curiosità e con i migliori intenti. Mi piacerebbe davvero spiegare perché mi è piaciuto, ma purtroppo non è andata così. L’ho continuato sospendendo l’incredulità fino all’inverosimile, come su un ponte tibetano, una corda tesa su un orrido senza fondo. L’ho finito e ho scoperto di non essere arrivato dall’altro lato del baratro. Naila di Mondo9 mi ha lasciato lì, sospeso e disorientato. A voler essere pignoli non sono neppure certo che si tratti di fantascienza. È più magia, o la particolare biologia di Mondo9 che anima il tutto e ne fa più uno steam-fantasy. Uno dei piaceri della fantascienza è entrare nel mondo ideato dall’Autore, apprenderne la tecnologia e coglierne l’intima coerenza. Qui il piacere è molto limitato, dato che ci sono parecchie domande la cui risposta è ‘perché te lo dico io’. Perché Naila è l’eletta? Perché cavalcando l’onda dominerà il mondo? E come? Perché l’onda arriva in un momento a caso a tempesta finita? E poi, Naila come è fatta? Insomma i personaggi non li ‘vedi’ perché non sono descritti. Quando vedi i disegni nella postfazione pensi: “Ah sì? Perché non me lo hai detto prima?” E poi fanno cose per motivi che non capisci. Le navi trombano e scorreggiano, la Siraqq di Naila subisce danni pressoché infiniti ma ancora ha la forza di salire in cima all’onda dopo riparazioni per lo meno sommarie. I cattivi vogliono il cuore di Naila per motivi non ben chiariti. Perché nei mechardionici è l’involucro a dare la personalità e non il cuore, vero? O è viceversa? Un po’ mi condiziona un preconcetto fisiologico sul cuore, organò del… pompaggio di sangue e niente più. Mi faccio domande ma la risposta è sempre quella: è così perché te lo dico io. Alla fine Naila di Mondo9 è come una montagna russa che ti sbatacchia di qua e di là facendoti chiedere fino alla fine “perché ci sono salito?”. Io anche a questa domanda non ho saputo trovare risposta.


Mondo9 è un pianeta desertico, letale, una sconfinata distesa di sabbie velenose. Nel corso dell’evoluzione i suoi abitanti si sono applicati a una sola arte, la meccanica, rendendolo il regno delle macchine, del metallo e della ruggine. Titanici veicoli a ruote, grandi come bastimenti e dotati di una loro forma di vita cosciente, solcano i deserti tra una città e l’altra mentre un Morbo letale infetta gli esseri umani trasformandoli in rottami. In questo mondo vive Naila; anche lei solca l’oceano di sabbia con la sua Syraqq, una vecchia baleniera convertita a cargo, seguendo le rotte delle megattere alla ricerca della Grande Onda. Una leggenda secondo alcuni. Una superstizione. Persino un’eresia. Per Naila, l’ossessione di una vita, il sogno, l’unica via per restituire a Mondo9 un futuro di pace.

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